Libellula dalle ali trasparenti posata su una canna accanto al lago nella luce del mattino

C’è qualcosa di straordinario nelle libellule. Sembrano creature fragili, leggere come un soffio di vento, con ali così sottili da lasciar passare la luce. Eppure, dietro quella delicata bellezza, custodiscono una forza che spesso non immaginiamo.

La libellula trascorre una parte della sua vita nell’acqua, lontana dal cielo. Poi arriva il momento di lasciare ciò che conosce: apre le ali e comincia a volare.

Forse è proprio per questo che ci somiglia tanto.

Anche noi, a volte, dimentichiamo la nostra forza. Ci sentiamo piccoli, fragili, spaventati dai cambiamenti. Abbiamo ali che non osiamo aprire e sogni che abbiamo smesso di ascoltare.

Ma c’è un’immagine che vale la pena custodire. In inglese, libellula si dice dragonfly: una parola che unisce il drago e il volo. Possiamo immaginare che dietro ogni libellula impaurita si nasconda un drago che, per qualche ragione, ha dimenticato la propria forza.

Non deve diventare più forte. Non deve trasformarsi in qualcun altro. Deve soltanto ritrovare se stesso.

Forse è anche questo il senso de Il Sentiero delle Libellule: trovare un luogo, un tempo, un cammino per tornare ad ascoltarsi, riconoscere la propria bellezza e riscoprire quella forza che è sempre stata dentro di noi.

Perché anche le ali più delicate possono custodire una forza immensa. E dentro ogni libellula che ha paura di volare, c’è un drago che aspetta soltanto di ricordarsi chi è.

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